Mai indifferenti - Voci ebraiche per la pace da "Internazionale", 13 febbraio 2026

I crimini tra palestinesi convengono a Israele

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I mezzi d'informazione internazionali si sono occupati anche dell'aumento dell'antisemitismo in tutto il mondo, ma hanno raccontato molto poco o per niente di come Israele ha esagerato e strumentalizzato un'idea sionista dell'antisemitismo per creare panico tra gli ebrei ovunque. Addirittura, quando parlo con alcuni amici ebrei israeliani spesso mi chiedono come faccio, io che abito a Londra, a convivere con l'antisemitismo. Seguendo i notiziari israeliani, c'è da perdonarli se sono convinti che gli ebrei nel mondo siano esposti a un pericolo imminente.
Questi due fenomeni -l'epidemia di delitti nelle comunità palestinesi di Israele e la strumentalizzazione dell'antisemitismo per amplificare le paure degli ebrei - potrebbero sembrare totalmente scollegati.
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Da un lato, Israele usa l'impennata di criminalità per rappresentare i cittadini palestinesi come incivili e barbari, estendendo la disumanizzazione dei palestinesi apolidi di Gaza e della Cisgiordania ai suoi stessi cittadini. Dall'altro lato, permette ai criminali di terrorizzare le città palestinesi. La polizia infatti ha risolto solo il 15 per cento degli omicidi avvenuti nelle comunità palestinesi, facendo poco o niente per impedire alle bande di chiedere il pizzo alle imprese, cosa che priva la comunità di circa due miliardi di shekel (545 milioni di euro) all'anno.
Il 22 gennaio i palestinesi d'Israele hanno lanciato la più grande manifestazione dal 2019, sventolando bandiere nere e intonando slogan in cui accusavano la polizia di averli abbandonati. Il giorno successivo gli organizzatori hanno indetto uno sciopero generale. Uno di loro, Mohammed Shlaata, ha detto che la responsabilità delle violenze è delle autorità: "Siamo in uno stato di emergenza", ha affermato. "La nostra accusa è chiara: la colpa è della polizia". Alcuni amici palestinesi mi dicono di temere per la vita dei loro figli e vogliono che lascino il paese, mentre altri hanno già fatto i bagagli e se ne sono andati. A dire il vero il numero di chi parte è basso, ma i cittadini palestinesi di Israele stanno arrivando all'esasperazione.
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contrariamente a quanto succede con il panico molto reale tra i cittadini palestinesi, che lo stato ignora, nel caso dell'antisemitismo lo stato esagera e strumentalizza i fatti per generare un panico morale. Il messaggio è chiaro: gli ebrei di tutto il mondo devono temere per le loro vite; quelli che vivono in Israele devono sapere che andarsene è un rischio, mentre per gli ebrei della diaspora l'unico modo per essere al sicuro è emigrare in Israele.
Il collante che tiene insieme tutte le strategie demografiche messe in campo da Israele è la fede nell'eccezionalismo e nella supremazia ebraica. Il genocidio a Gaza e la pulizia etnica in Cisgiordania sono giustificati disumanizzando i palestinesi; il disinteresse verso gli omicidi e i crimini nelle comunità palestinesi in Israele è animato dalla discriminazione razziale che va avanti dal 1948; e Israele sfrutta il razzismo contro gli ebrei per arginare l'emigrazione. L'obiettivo è garantire il carattere razziale-religioso di Israele come paese esclusivamente ebraico, mentre il sogno è uno stato ebraico puro.

Neve Gordon, professore israeliano, docente alla Queen Mary University.



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