La nostra è una rete nata nel 2024. Di fronte all’eccidio del 7 Ottobre 2023 e alle morti e distruzioni a Gaza portate avanti dal Governo israeliano e dal suo esercito, inizialmente un gruppo di donne, ebree, cui poi si sono uniti anche alcuni uomini, si è ritrovato per condividere emozioni e riflessioni sul terribile momento che si stava vivendo.
Siamo tutti, in modi diversi, legati a Israele, e non ci riconoscevano nelle reazioni di sostegno unanime alle sue azioni, che venivamo espresse negli ambienti ebraici vicini alle Comunità italiane e dalle istituzioni, totalmente prive di toni critici.
E così all’approssimarsi del giorno della memoria 2024 abbiamo diffuso un primo appello con 50 nomi di persone di origine ebraiche, che ha raccolto circa 500 firme di ebrei e non.
A questo è seguito un secondo appello per il cessate il fuoco.
Poi, per presentarci e discutere gli argomenti piu’ scottanti abbiamo fatto due incontri, uno in aprile alla Casa della Cultura di Milano, un secondo il 19 Gennaio 2025 presso la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, entrambi molto affollati. (vedi registrazione del primo e del secondo incontro)
Oltre a cio’, insieme a L3a , laboratorio Ebraico Antirazzista, il 26 febbraio 2025 abbiamo comprato una pagina su due quotidiani per un annuncio che ha avuto notevole risonanza.
Per fortuna ci sono arrivati molti sostegni, complimenti, e richieste di interventi in incontri e seminari, e questo compensa ampiamente i prevedibili attacchi ricevuti.
Il 9 maggio 2025 abbiamo promosso un dibattito pubblico allo Spaziocinema Anteo presentando anche spezzoni del film "No Other Land".
Siamo poi scesi ancora in piazza, anche partecipando a Milano all'azione di protesta internazionale in dodici città europee, promossa da cittadini israeliani per chiedere l'embargo delle armi verso Israele.
Abbiamo pubblicato una campagna di affissioni in diverse città dal titolo "Voci ebraiche dicono stop al genocidio"
Per noi è molto importante mettere in evidenza il dissenso presente nel mondo ebraico della diaspora e, senza negare l’esistenza di un antisemitismo crescente, pur riconoscendo l’unicità della Shoah, vogliamo ribadire l’insegnamento e il senso di quel “mai più” in una visione più universale.