Notizie sui relatori dell'incontro del 5 ottobre 2026
Hagai Agmon-Snir
Fondatore del Centro Interculturale di Gerusalemme e noto attivista ebreo-israeliano per i diritti umani, ha scelto di lasciare Israele nella consapevolezza che il suo Paese stia perdendo la prospettiva di diventare una società equa e giusta tra il fiume Giordano e il Mar Mediterraneo.
Per anni ha dedicato il suo impegno alla promozione del vivere comune a Gerusalemme: ha sostenuto i residenti di Gerusalemme Est nell'accesso ai propri diritti, lavorato con le comunità ultraortodosse e LGBTQ+ mitigando le tensioni sul Pride, curato la formazione alla competenza interculturale per operatori sanitari e forze dell'ordine e promosso centinaia di iniziative per la tolleranza.
Autodefinitosi «emigrato ideologico», oggi risiede ad Arona, in Italia, da dove prosegue la propria militanza a distanza per contrastare il collasso sociale e politico in corso in Israele.
Najati Alrabi
Il dott. Najati Alrabi esercita la professione di medico come responsabile dell’Unità operativa di Urologia dell’istituto Clinico Sant’Anna di Brescia, dove si occupa di attività robotica per il trattamento di alcune patologie.
Autore e coautore di numerosi articoli pubblicati su riviste nazionali e internazionali in ambito oncologico, è membro dell’associazione Sanitari per Gaza.
Gad Lerner
E' nato a Beirut da una famiglia ebraica che si è trasferita a Milano quando lui aveva tre anni.
Come giornalista, ha lavorato nelle principali testate italiane da inviato o con ruoli di direzione. Ha ideato e condotto vari programmi d'informazione televisiva alla Rai, La7 e Laeffe. Ha diretto il Tg1 dal 2000 al 2001.
Autore di molti saggi, il suo ultimo libro s’intitola Gaza. Odio e amore per Israele. Collana Scintille, Giangiacomo Feltrinelli Editore, Milano 2024.
Stefano Levi Della Torre
E' nato a Torino ed è critico d'arte, pittore e saggista. Laureato in Architettura a Milano, ha insegnato al Politecnico della città, dove vive.
Di famiglia ebraica piemontese e aostana, ha una visione laica, socialista e liberale, che però non gli impedisce lo studio delle tradizioni ebraiche e di scrivere per diversi giornali su questi temi. I suoi saggi ruotano attorno a diaspora, sionismo, fede e credenze, conflitti tra umanità e divino. Nel 1995, ha vinto il Premio Pozzale Luigi Russo.
Come pittore espone raramente. La sua ultima mostra risale al settembre-ottobre 2024, alla Casa museo Palazzetto Baviera di Senigallia. S’intitolava Immaginare Leggendo - Figure bibliche e dantesche.
È stato membro del Consiglio della Comunità ebraica di Milano. Nel 1992 è stato invitato dal cardinal Martini alla “Cattedra dei non credenti”.
Widad Tamimi
Milano, 1981) è una scrittrice e giornalista italiana. Figlia di un profugo palestinese e di madre di origine ebraica, ha studiato Diritto Internazionale a Londra e servito a lungo nell'assistenza ai rifugiati.
È fondatrice di IOIEN, un'associazione no-profit che offre borse di studio a giovani in fuga da guerre e contesti di vulnerabilità.
Matteo Pucciarelli
Giornalista di Repubblica, autore di Guerra alla guerra - Guida alle idee e alle pratiche del pacifismo italiano (Laterza), premiato da Archivio disarmo con il premio Colombe d'oro per la pace assieme ad un'altra collega italiana, ad uno israeliano e a uno palestinese; partecipa alle attività di Lea.
Emad Qaisi
Emad Qaisi, è nato ad Amman in Giordania è originario di Hebron in Palestina si è laureato in ingegneria civile all'università degli studi di Pavia. È stato sempre impegnato dai tempi del GUPS (Unione generale degli studenti palestinesi) per il diritto del popolo Palestinese ad avere il suo stato indipendente ed alla propria autodeterminazione è uno dei fondatori della comunità palestinese di Lombardia è stato vice direttore del padiglione Palestina all' expo 2015 a Milano
Walid Barakat
Palestinese cristiano cattolico, originario di Betlemme. Ha studiato presso i Frères des Écoles Chrétiennes e successivamente presso i Francescani. Lascia la Palestina dopo la la prima Intifada ( 1991) si trasferisce a Milano, dove consegue una laurea all'Università Statale in Diritto Internazionale Pubblico, con una tesi sulla definizione giuridica dell'Autorità Nazionale Palestinese.
Dal 1999 e’ imprenditore nel settore della moda. Partecipa a incontri e dibattiti sulla questione palestinese, pur mantenendo uno sguardo ampio che abbraccia la geopolitica a livello globale. La sua visione è quella di una convivenza pacifica tra palestinesi e israeliani all'interno di un unico Stato, fondata sul superamento dell'ideologia sionista e dell'apartheid e sul riconoscimento reciproco di pieni diritti e dignità per tutti.
Amira Hass
Scrittrice e giornalista israeliana lavora per il quotidiano Haaretz. È conosciuta a livello internazionale per aver descritto la vita dei palestinesi in Cisgiordania e a Gaza, dove lei stessa ha vissuto per alcuni anni. Dal 2001 scrive un diario per il settimanale italiano Internazionale.[2]
Figlia di due attivisti comunisti ebrei, sopravvissuti all'olocausto di Bosnia (la madre, Hanna Levi) e di Romania (il padre, Avraham Hass), Amira Hass è nata a Gerusalemme. Ha frequentato l'Università Ebraica dove ha studiato storia del nazismo.
Fino al 2003, è stata l'unica giornalista israeliana che viveva fianco a fianco dei palestinesi, prima a Gaza dal 1993 poi a Ramallah dal 1997.
I suoi testi sono generalmente solidali con la causa palestinese e quindi critici verso le politiche del governo israeliano.
Micol Meghnagi
Sociologa presso il dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell'Università di Bologna, e attualmente Visiting Scholar presso University of California, Berkeley. Si occupa di memoria pubblica e rappresentazioni sociali della Shoah e del colonialismo in Italia, e delle intersezioni tra studi dell'Olocausto e studi postcoloniali.
Batool Abu Akleen
è una poetessa, traduttrice e pittrice palestinese, nata nel 2005 a Gaza City.
Tra i riconoscimenti ricevuti, il Barjeel Poetry Prize (2020) e una speciale menzione dal London Magazine (2025). Oltre alla silloge 48Kg (Tenement Press, 2025) ha pubblicato alcune poesie nell’antologia Letters from Gaza (Penguin, 2025) e alcuni stralci del suo diario nell’antologia Voices of Resistance (Comma Press, 2025). Attualmente vive e studia a Parigi.
Verranno lette alcune poesie dal suo libro 48 kg.
“Questa raccolta di poesie è stata composta dopo mesi in cui mi sono rifiutata di scrivere, pensando che la poesia non può cambiare il mondo. Tuttavia, grazie a diverse conversazioni con gli amici, tra cui Cristina, senza la quale questo libro non avrebbe visto la luce, ho finito per credere nell’importanza di dare una forma ai sentimenti per poterli comprendere.
Mentre scrivere in arabo è stato il processo di creazione della forma, attraverso l’autotraduzione in inglese sono arrivata alla comprensione.
In arabo, mi stavo perdendo: temevo la morte, temevo che il mio corpo fosse smembrato senza che nessuno potesse ricomporlo. Più tentavo di trovare questo corpo, più mi perdevo in sensi di colpa, desideri, compassione e rabbia. Ma iniziando a tradurre questo libro sono venuta a patti con la morte e ho accettato il fatto che pur non potendo far nulla per arrestare il genocidio potevo almeno scrivere poesie e connetterle attraverso l’autotraduzione.
In questo libro, raccolgo dunque le parti di me stessa che sono riuscita a trovare, nell’eventualità che nessuno possa fare altrettanto se verrò uccisa”
Parafrasando le parole dell’autrice: sentirete la morte leccarvi il volto. Molte volte. Vi sentirete inghiottire dal senso di impotenza. Vorrete mollare tutto e correre là, per schierarvi al fianco di Batool Abu Akleen, ragazza di Gaza di vent’anni, che pare averne già cinquanta tant’è matura e potente la sua voce di poeta.
Vedrete la verità con gli occhi del terrore. Vorrete urlare “basta!” e cambiare questo mondo brutale, ogni giorno più brutale, proprio perché umano, troppo orribilmente umano